Glossario dell'advertising per eCommerce: tutti i termini spiegati
Tutti i termini dell'advertising per eCommerce in un posto solo, divisi per area e spiegati in poche righe, con il link alla voce completa del glossario.
Cosa otterrai
Questo è il glossario dell'advertising per eCommerce in forma di guida: più di 100 termini divisi per area, ognuno spiegato in poche righe e collegato alla sua voce completa. Alla fine saprai:
- leggere le metriche di costo, di ritorno e di performance senza confonderle;
- capire come è fatta una campagna Meta, dai pubblici alle strategie di offerta;
- parlare di creatività, test e scaling con le parole giuste;
- orientarti tra tracciamento, attribuzione e privacy;
- riconoscere i termini delle altre piattaforme (Google, TikTok, Amazon, ChatGPT Ads) e della ricerca con l'AI. Non serve leggerla tutta di fila: apri l'area che ti serve.
In questa guida
Tutti i termini dell'advertising per eCommerce in un posto solo, divisi per area e spiegati in poche righe, con il link alla voce completa del glossario. Sotto trovi 12 sotto-guide: clicca su ognuna per espanderla e leggere cos'è, perché è importante, come si fa, esempi pratici, errori comuni e FAQ.
- 1. Metriche di costo
- 2. Ritorno e margine
- 3. Metriche di performance
- 4. Struttura delle campagne Meta
- 5. Pubblici e targeting
- 6. Offerte, budget e consegna
- 7. Creatività
- 8. Tracciamento e attribuzione
- 9. Offerta e funnel
- 10. Piattaforme: Meta, Google, TikTok, Amazon e ChatGPT
- 11. AI e ricerca
- 12. Come usare questo glossario
1.Metriche di costo
Quanto paghi per ogni cosa che la piattaforma ti dà: essere visto, ricevere un clic, ottenere un contatto o un cliente. Sono numeri da leggere sempre insieme a quelli di ritorno e di performance, mai da soli.
CPM (Cost Per Mille)
Il costo per mille impression: quanto paghi perché l'annuncio venga mostrato mille volte. Dipende dall'asta, dalla stagione e dalla qualità della creatività. Un CPM alto non è per forza un problema se poi l'annuncio converte.
CPC (Cost Per Click)
Il costo medio di ogni clic sull'annuncio. È il risultato di CPM e CTR insieme: se la creatività fa cliccare di più, il CPC scende anche a parità di CPM.
CPV (Cost Per View)
Il costo di ogni visualizzazione di un video. Ogni piattaforma definisce la view a modo suo (su Meta la metrica vicina è il costo per ThruPlay), quindi non si confronta tra piattaforme diverse.
CPL (Cost Per Lead)
Il costo per ottenere un contatto: email, telefono, richiesta di informazioni. Ha senso solo se lo leggi insieme a quanti di quei contatti poi comprano.
CPA (Cost Per Acquisition)
Il costo medio per ottenere una conversione, di solito un acquisto. È il numero che confronti con il margine per capire se una campagna sta in piedi.
CAC (Customer Acquisition Cost)
Il costo medio per acquisire un cliente, sommando tutta la spesa di marketing. È la base del rapporto con l'LTV.
nCAC (New Customer Acquisition Cost)
Il costo per acquisire un cliente nuovo, contando solo i primi ordini. Non si fa gonfiare dai clienti che riacquistano ed è il modo più onesto di giudicare le campagne di acquisizione.
eCPM
Il CPM effettivo: quanto stai pagando davvero ogni mille impression, a prescindere da come paghi (per clic, per view, per risultato). Serve a confrontare campagne con modelli di pagamento diversi.
2.Ritorno e margine
Le metriche che dicono se la spesa torna indietro e con quanto guadagno. Qui si decide se un brand cresce in utile o brucia cassa: il fatturato da solo non basta.
ROAS (Return On Ad Spend)
Il fatturato attribuito alle inserzioni diviso la spesa pubblicitaria, espresso come moltiplicatore (per esempio 3x). Misura l'efficienza dentro la piattaforma, non il profitto.
Break-even ROAS
Il ROAS minimo per non perdere soldi: 1 diviso il margine di contribuzione percentuale prima delle ads. Ogni brand ha il suo, perché dipende dai suoi costi.
MER (Marketing Efficiency Ratio)
Il fatturato totale del brand diviso la spesa marketing totale, a livello di business e non di singola campagna. Molti lo chiamano anche blended ROAS: è il numero che non si può gonfiare con l'attribuzione.
POAS (Profit On Ad Spend)
Il profitto lordo delle vendite attribuite diviso la spesa pubblicitaria. Dove il ROAS guarda il fatturato, il POAS guarda il margine: utile quando il catalogo ha prodotti con margini molto diversi.
ROI (Return On Investment)
Il guadagno netto diviso l'investimento. Si usa per le decisioni più grandi (un canale, un'agenzia, un magazzino) e non va confuso con il ROAS.
ACOS
La metrica di Amazon: spesa pubblicitaria divisa per le vendite attribuite, espressa in percentuale. È l'inverso del ROAS: un ACOS del 25% corrisponde a un ROAS di 4x.
AOV (Average Order Value)
Il valore medio di un ordine. Alzarlo con bundle, upsell e soglie di spedizione gratuita dà più spazio per pagare l'acquisizione.
LTV (Lifetime Value)
Il valore che un cliente genera nel tempo, riacquisti compresi. Il rapporto tra LTV e CAC dice quanto puoi permetterti di spendere per acquisire.
COGS (Cost Of Goods Sold)
Il costo del venduto: produzione o acquisto, packaging e trasporto fino al magazzino. È il primo numero da sapere prima di fissare il prezzo.
Margine di contribuzione
Quello che resta di ogni vendita dopo i costi variabili, nella versione dei brand DTC anche dopo le ads. Se è negativo, più vendi più perdi.
Unit economics
La profittabilità per singola unità o singolo ordine, mettendo in fila prezzo, costi e spesa per acquisire. È il modo di ragionare che tiene insieme tutte le metriche di questa sezione.
3.Metriche di performance
Come si comporta l'annuncio e cosa fanno le persone dopo averlo visto: si fermano, guardano, cliccano, comprano? Sono le metriche che dicono dove intervenire, se sulla creatività, sulla pagina o sull'offerta.
Impression
Ogni volta che un annuncio viene mostrato. Da sola dice poco; diventa utile nei rapporti come CPM, CTR e frequency.
Reach (copertura)
Il numero di persone diverse raggiunte almeno una volta. Una reach ferma con una spesa che cresce vuol dire che stai insistendo sulle stesse persone.
Frequency
Quante volte in media la stessa persona ha visto l'annuncio: impression divise per reach. Quando sale e il CTR scende, la creatività si sta consumando.
CTR (Click-Through Rate)
La percentuale di impression che diventano clic. Misura quanto l'annuncio spinge a saperne di più.
Outbound CTR (CTR in uscita)
La percentuale di impression che portano a un clic fuori dalla piattaforma, cioè sul sito. Su Meta è diverso dal CTR (tutti), che conta anche clic su profilo, commenti e reazioni.
Thumbstop ratio
La percentuale di persone che si fermano almeno un secondo su un video. Misura l'interruzione dello scroll nel primo istante.
Hook rate
La percentuale di impression che diventano visualizzazioni di almeno 3 secondi. È la metrica principale per giudicare l'hook di un video.
Hold rate
Quante persone, dopo i primi secondi, continuano a guardare il video. Una formula comune è ThruPlay diviso visualizzazioni da 3 secondi: misura la qualità del corpo del video.
ThruPlay
La metrica di Meta che conta le visualizzazioni di un video fino alla fine, o per almeno 15 secondi se il video è più lungo. È la base del costo per ThruPlay e di molti calcoli dell'hold rate.
Conversion rate
La percentuale di visitatori che compie l'azione desiderata, di solito l'acquisto. È il ponte tra traffico e vendite.
Cart abandonment
La percentuale di persone che aggiungono al carrello e non completano l'acquisto. Spesso il problema sta in costi a sorpresa o in un checkout scomodo.
4.Struttura delle campagne Meta
Come è organizzato un account Meta, dal portafoglio dell'azienda alla singola inserzione. Conoscere cosa si decide a ogni livello evita la maggior parte degli errori di setup.
Business Manager (business portfolio)
Lo spazio dove l'azienda gestisce account pubblicitari, pagine, profili, pixel, cataloghi e accessi. Chi lo possiede possiede i dati e lo storico.
Ad account
L'account pubblicitario, con il suo metodo di pagamento, la sua valuta e il suo fuso orario. È un asset da proteggere: un blocco ferma le vendite.
Campagna
Il livello più alto: qui scegli l'obiettivo (vendite, traffico, lead, notorietà) e, con il budget di campagna, quanto spendere.
Ad set (gruppo di inserzioni)
Il livello di mezzo: pubblico, posizionamenti, evento di ottimizzazione, strategia di offerta, calendario. È il livello a cui l'algoritmo impara.
Inserzione (ad)
Il livello più basso: la creatività, il testo, il titolo, il link e il pulsante. È quello che le persone vedono davvero.
CBO (budget della campagna Advantage+)
Il budget si fissa sulla campagna e Meta lo distribuisce tra gli ad set che rendono di più. È la scelta più comune per lo scaling.
ABO
Il budget si fissa su ogni ad set. Dà più controllo ed è la scelta più comune per i test.
Evento di ottimizzazione
L'azione che chiedi all'algoritmo di massimizzare: acquisto, aggiunta al carrello, lead. Decide a chi vengono mostrate le inserzioni.
Learning phase (fase di apprendimento)
Il periodo in cui l'algoritmo impara come consegnare un ad set nuovo o modificato. Secondo Meta se ne esce in modo indicativo con circa 50 eventi di ottimizzazione in una settimana.
Placement (posizionamento)
Dove compare l'annuncio: feed, Stories, Reels, Explore e gli altri. Con i posizionamenti Advantage+ decide Meta, ma le creatività vanno preparate nei formati giusti.
ASC (Advantage+ Shopping Campaigns)
Il formato di campagna automatizzato di Meta per l'eCommerce: targeting, posizionamenti e budget li gestisce l'algoritmo, tu porti creatività e segnali puliti.
5.Pubblici e targeting
A chi mostrare gli annunci. Negli ultimi anni il lavoro si è spostato dal costruire pubblici precisi al dare all'algoritmo segnali buoni e creatività diverse, ma i pubblici restano decisivi per retargeting ed esclusioni.
Broad targeting
Un pubblico ampio, con pochi o nessun interesse. È la creatività a selezionare chi si ferma; servono segnali di conversione puliti.
Advantage+ Audience
Il pubblico automatico di Meta: dai dei suggerimenti e l'algoritmo può andare oltre se trova persone più propense a comprare.
Custom audience (pubblico personalizzato)
Un pubblico di persone che conoscono già il brand: visitatori del sito, clienti, chi ha interagito con profilo o video. È la base di retargeting ed esclusioni.
Lookalike audience
Un pubblico di persone simili a una fonte, per esempio i tuoi migliori clienti. Con il broad e Advantage+ pesa meno di un tempo, ma resta utile come suggerimento.
Retargeting
Mostrare annunci a chi ha già interagito con il brand. Funziona, ma il suo ROAS va letto con prudenza perché parte di quelle persone avrebbe comprato comunque.
Esclusioni
Togliere un pubblico da un ad set, per esempio i clienti recenti dalle campagne per clienti nuovi. Evitano sprechi e ROAS gonfiati.
Audience overlap
La sovrapposizione tra pubblici: ad set diversi che puntano alle stesse persone si fanno concorrenza nell'asta.
Avatar
Il profilo del cliente ideale: problemi, desideri, obiezioni, linguaggio. Non si imposta nella piattaforma, ma guida angoli e creatività.
6.Offerte, budget e consegna
Come la piattaforma spende i tuoi soldi nell'asta: con quale strategia di offerta, in quali momenti, con quale frequenza. E come aumentare la spesa senza far saltare i costi.
Lowest cost (highest volume)
La strategia predefinita: il massimo dei risultati con il budget che hai, senza un limite di costo. Semplice, ma se l'asta si fa cara il CPA sale.
Cost cap (cost per result goal)
Indichi il costo medio per risultato da mantenere. Protegge il margine, ma se il valore è troppo basso la campagna non spende.
Bid cap
Fissi l'offerta massima in ogni asta. È la strategia con più controllo e la più difficile da far spendere.
ROAS goal
La strategia di offerta in cui indichi a Meta il ROAS minimo da cercare di mantenere. Funziona con lo stesso principio del cost cap, ma ragiona sul valore degli acquisti invece che sul costo.
Dayparting
Mostrare gli annunci solo in certi giorni o orari. Su Meta richiede il budget totale; per un eCommerce ha senso solo in casi precisi, come le promozioni a tempo.
Frequency cap
Il limite di volte in cui una persona può vedere un annuncio. Su Meta si imposta nelle campagne di copertura; nelle campagne vendite la frequenza si gestisce con le creatività.
Scaling verticale e orizzontale
Aumentare la spesa: alzando il budget di ciò che funziona (verticale) o aprendo pubblici, paesi, creatività e canali nuovi (orizzontale).
7.Creatività
Su Meta e TikTok la creatività è diventata il principale strumento di targeting: decide chi si ferma, chi clicca e chi compra. Qui i termini per produrla, testarla e farla durare.
Creative strategy
Il processo con cui si decide cosa produrre, si testa e si itera sulle inserzioni, partendo dal cliente e dagli angoli.
Angle (angolo)
La prospettiva con cui comunichi il prodotto: lo stesso prodotto si può vendere sul risultato, sul problema, sul prezzo, sull'identità. Angoli diversi raggiungono persone diverse.
Hook
L'apertura dell'annuncio: le prime parole e le prime immagini che devono fermare lo scroll.
UGC (User Generated Content)
Contenuti girati da clienti o creator con lo stile spontaneo dei social. Sono tra i formati più usati negli annunci eCommerce.
Video ad
L'inserzione in formato video, di solito verticale 9:16 per Reels, Stories e TikTok.
Static ad
L'inserzione a immagine fissa. Veloce da produrre e da testare, spesso sottovalutata.
Carousel ad
L'inserzione con più schede da scorrere. Funziona quando ogni scheda aggiunge qualcosa e la prima fa da hook.
Catalog ads (DPA)
Annunci che prendono prodotti, immagini e prezzi dal catalogo e li mostrano in modo dinamico. Oggi su Meta sono le inserzioni con catalogo Advantage+.
Partnership ads
Inserzioni che escono a nome del brand e di un creator insieme, con l'autorizzazione del creator. Prima si chiamavano branded content ads o whitelisting.
Advantage+ Creative
Le ottimizzazioni automatiche con cui Meta adatta le creatività. Alcune sono utili, altre cambiano il messaggio e vanno controllate.
Creative testing
Il processo per provare con regolarità creatività nuove, con regole decise prima su budget, tempi e metriche.
A/B test
Un esperimento che confronta due versioni cambiando un solo elemento, con il pubblico diviso a caso. Serve per le domande importanti, con abbastanza dati.
Iterazione creativa
Nuove versioni di una creatività vincente cambiando un elemento alla volta: hook, creator, prima scena, formato.
Creative fatigue
Il calo di rendimento di una creatività vista troppe volte. Si combatte con un flusso continuo di creatività nuove, non con più budget.
Winner (creatività vincente)
La creatività che in un test batte le altre sulle metriche decise prima e passa nelle campagne principali. Prima o poi si stanca: per questo va iterata finché funziona.
8.Tracciamento e attribuzione
Come le piattaforme sanno cosa succede dopo l'annuncio, e perché i loro numeri non coincidono mai con quelli del negozio. Da qui dipendono sia l'ottimizzazione delle campagne sia le decisioni sul budget.
Pixel (Meta Pixel)
Il codice sul sito che registra visite, carrelli e acquisti e li manda a Meta. È la prima fonte di segnali per l'algoritmo.
CAPI (Conversions API)
Il collegamento server to server che manda a Meta gli eventi di conversione senza passare solo dal browser. Recupera dati che il pixel perde.
Server-side tracking
Il tracciamento lato server in generale: Conversions API di Meta, Events API di TikTok, tagging lato server di Google. Va sempre con la deduplicazione e nel rispetto del consenso.
UTM
I parametri in fondo ai link che dicono agli analytics da quale canale, campagna e annuncio arriva una visita. Funzionano solo con una convenzione coerente.
Attribution window (finestra di attribuzione)
Il periodo entro cui una conversione viene attribuita a un annuncio, per esempio 7 giorni dal clic e 1 giorno dalla visualizzazione.
View-through e click-through
Conversioni di chi ha visto l'annuncio senza cliccare e di chi ha cliccato. Le prime gonfiano facilmente i risultati, soprattutto nel retargeting.
ATT (iOS 14.5)
Il sistema di Apple che chiede all'utente il permesso di essere tracciato tra app e siti. Ha ridotto i dati che le piattaforme ricevono.
Cookie
I file che i siti salvano nel browser. Quelli di terza parte, base del vecchio tracciamento, sono sempre meno affidabili; in Europa servono il consenso e un banner conforme.
First-party data
I dati che il brand raccoglie direttamente dai clienti, con il consenso. Sono la base più solida per marketing e misurazione.
Incrementality
Quanto fatturato hanno generato davvero le ads, in più rispetto a quello che sarebbe arrivato comunque. Si misura con test a gruppi di controllo.
MMM (Marketing Mix Modeling)
Un modello statistico che stima il contributo di ogni canale dalle serie storiche di spesa e vendite, senza tracciare i singoli utenti.
9.Offerta e funnel
Quello che succede fuori dalla piattaforma pubblicitaria e decide se il clic diventa una vendita: cosa offri, come lo presenti, che strada fa il cliente dal primo contatto al riacquisto.
Offer (offerta)
Il pacchetto completo proposto al cliente: prodotto, prezzo, bonus, garanzia, spedizione. Spesso conta più della creatività.
Bundle
Più prodotti venduti insieme a un prezzo combinato. Alza l'AOV e può migliorare il margine per ordine.
Upsell
Proporre una versione superiore o una quantità maggiore di quello che il cliente sta comprando.
Cross-sell
Proporre prodotti complementari a quello scelto.
Subscription (abbonamento)
La vendita ricorrente: il cliente riceve il prodotto a intervalli regolari. Funziona con prodotti che si consumano.
Social proof (riprova sociale)
Recensioni, foto dei clienti, numeri reali: le prove che altri si sono fidati. Funziona solo se è vera.
Landing page
La pagina dove arriva chi clicca l'annuncio. Deve mantenere la promessa dell'annuncio e togliere i dubbi.
Funnel
Il percorso dal primo contatto all'acquisto e al riacquisto. Guardare dove si perdono le persone dice dove intervenire.
TOF, MOF, BOF
Le tre fasi del funnel: scoperta e notorietà (awareness), considerazione (consideration), conversione (conversion). A ogni fase servono messaggi diversi.
DTC (Direct-to-Consumer)
Il modello in cui il brand vende direttamente al cliente finale, con il controllo su margini, dati e relazione.
Dropshipping
Vendere prodotti senza avere stock, spediti direttamente dal fornitore. È un modello diverso dal brand DTC, con margini e controllo molto più bassi.
Canali di distribuzione
Le strade con cui il prodotto arriva al cliente: diretti (il proprio sito) o indiretti (marketplace, negozi, grossisti).
10.Piattaforme: Meta, Google, TikTok, Amazon e ChatGPT
Ogni piattaforma ha il suo modo di mostrare gli annunci e il suo vocabolario. Meta e TikTok interrompono lo scroll, Google e Amazon intercettano una ricerca, ChatGPT è un canale nuovo dentro le conversazioni con l'AI.
Meta Ads
La pubblicità su Facebook, Instagram, Messenger e Audience Network, gestita da Gestione inserzioni. Per molti brand eCommerce è il canale principale di acquisizione. Tutti i termini delle sezioni 4, 5 e 6 vengono da qui; il punto di partenza è l'hub Meta Ads per eCommerce.
Performance Max (Google)
La campagna di Google Ads che da sola può comparire su Ricerca, Shopping, YouTube, Display, Discover, Gmail e Maps, guidata dagli obiettivi e dall'automazione.
Shopping ads (Google)
Gli annunci con foto, prezzo e nome del negozio, alimentati dal feed prodotti di Google Merchant Center.
Search ads (Google)
Gli annunci di testo nei risultati di ricerca: intercettano chi sta già cercando. Vanno separati tra ricerche di brand, di prodotto e di problema.
Smart Bidding (Google)
Le strategie di offerta automatiche di Google Ads: CPA target, ROAS target, Massimizza le conversioni, Massimizza il valore di conversione.
Quality score (Google)
Il punteggio da 1 a 10 di Google Ads su CTR previsto, pertinenza dell'annuncio ed esperienza sulla pagina. Un punteggio alto di solito vuol dire clic che costano meno.
Spark Ads (TikTok)
Il formato di TikTok che trasforma in annuncio un post organico del brand o di un creator, mantenendo profilo e interazioni.
Sponsored Ads (Amazon)
Gli annunci dentro Amazon: Sponsored Products, Sponsored Brands e Sponsored Display. La metrica di riferimento è l'ACOS.
ChatGPT Ads
La piattaforma di annunci di OpenAI dentro ChatGPT, con un Ads Manager self-serve (ads.openai.com), offerte a CPC o CPM e annunci mostrati agli utenti Free e Go. Paesi, minimi e formati cambiano spesso: controlla sempre la documentazione ufficiale di OpenAI.
11.AI e ricerca
L'intelligenza artificiale cambia sia il modo di produrre il marketing sia il modo in cui le persone cercano e scelgono i prodotti. Qui i termini per orientarsi, dall'uso dell'AI nel lavoro di tutti i giorni alla visibilità nelle risposte dei chatbot.
Generative AI
Le tecnologie che generano testi, immagini, video e audio. Nell'eCommerce si usano per insight, copy e varianti creative, come acceleratore del metodo.
LLM (Large Language Model)
I modelli linguistici come quelli dietro ChatGPT, Claude e Gemini. Sono la base dei chatbot e di molti strumenti di marketing.
Prompt engineering
Scrivere istruzioni chiare per un LLM, con contesto, esempi e formato della risposta, per avere risultati utili e ripetibili.
RAG (Retrieval-Augmented Generation)
La tecnica che collega un LLM a una base di conoscenza, per esempio i documenti del brand, così che risponda partendo da informazioni vere.
AEO (Answer Engine Optimization)
Ottimizzare i contenuti per essere la risposta nei motori di risposta e negli assistenti, non solo un link tra tanti.
GEO (Generative Engine Optimization)
Il lavoro per essere citati nelle risposte di ChatGPT, Perplexity, Gemini e delle risposte AI di Google. Nessuno può garantire una citazione: si aumentano le probabilità con contenuti chiari e verificabili.
AI Overviews
I riepiloghi generati dall'AI che Google mostra in cima ad alcuni risultati di ricerca, con i link alle fonti. Tolgono clic alle ricerche informative e premiano le fonti citate.
Schema markup (dati strutturati)
Il codice schema.org in JSON-LD che descrive alle macchine cosa c'è nella pagina: prodotti, articoli, persone, aziende. Deve corrispondere a quello che si vede.
12.Come usare questo glossario
Il vocabolario serve a prendere decisioni migliori, non a fare bella figura nelle riunioni. Qui il modo più semplice per usarlo e le domande che arrivano più spesso.
Da dove partire
Se parti da zero, leggi nell'ordine le metriche di costo, il ritorno e margine e la struttura delle campagne Meta: sono le basi per leggere qualsiasi report. Poi passa alla creatività, che è la leva che sposta di più i risultati. Tracciamento e piattaforme vengono dopo, quando hai già campagne attive. Per il contesto generale sul modello di business parti dalla guida Fondamenta: capire il mercato eCommerce DTC e dall'articolo Metriche DTC: LTV, MER, CAC, AOV, ROAS spiegate e usate bene.
FAQ
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